Thursday, May 31, 2007

[gamephilosophy] Something bizzarre is happening at Bologna University...

From Paolo Ruffino via the gamephilosophy mailing list

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Something very strange is happening at University of Bologna...

It seems that the University is organizing a "find the treasure" game of "Crediti Formativi Universitari" , "university credits".

During the last two weeks Bolognese students have found, hidden in their departments, hundreds of cards worth one credit. The University call centers are getting crazy, the website crashed several times due to the huge amount of downloads.

Every card has a link to the official website:
http://www.unibologna.eu

and here is a video explaining the full story:
http://www.unibologna.eu/www.unibo.it/Portale/videofreecredits.html

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Paolo Ruffino
p.ruffino@gmail.com

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Saturday, May 26, 2007

Fem Camp, Bologna May 26th 2007








Live Stream fro FemCamp was by Robin Good TV
Robin Good's You Tube Archive

Photos from the event at Flickr, courtesy of dottavi

femcamp

barcamp per parlare di donne nelle tecnologie e tecnologie delle donne / barcamp to talk about women in technologies and technologies of women

Il FemCamp ha un tema: le nuove tecnologie per valorizzare "le voci, le visioni, le azioni delle donne". Analizziamo insieme, donne e uomini, come svelare i condizionamenti dei comportamenti culturali, messi in atto dalla società, ed evitare la conseguente stereotipizzazione di entrambi i sessi.

Il FemCamp si inserisce nell'ambito del convegno transnazionale "E-WIT" di TechnéDonne, progetto finanziato dall'Iniziativa Comunitaria Equal, che nei due anni di attività ha cercato di contrastare la segregazione professionale femminile nelle ICT, affrontando in maniera innovativa il gender digital divide.

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The FemCamp has a main theme: the use of technology to empower "women’s voices, visions, and actions". We want to analize together, women and men, how to unveil the social construction of cultural patterns our society enforces, and therefore find ways to avoid gender stereotypes.

The FemCamp is part of the transnational conference "E-WIT", organised within the European project TechnéDonne, financed by the EU Equal Programme. Throughout its two years of activity, the project has being fighting women's professional segregation within the ICT field, trying to find innovative strategies to cope with the gender digital divide.

Thursday, May 10, 2007

April 29th 2007: Political demonstration, Istanbul, Turkey

The other week (April 27th to May 1st), while we were in Turkey for a long weekend visit to Istanbul together with our Bologna friends Irene Ruggero and Carlo Coniglio, we had the interesting and inspiring experience of being able to mingle with the enormous crowds of turkish citizens of all age groups, with a very large component of young people, both male and female, who took part in a vast peaceful demonstration in support of a secular state.

The scene above is from a brief gathering with public appeals and speeches held around the Independence Memorial in Taksim Square, high up on the East bank of the Golden Horn.

The Taksim area itself is well worth a visit in any case in order to enjoy the excellent views of the old city center on the other bank of the Golden Horn with the Hagia Sophia, the Blue Mosque and the Topkapi Palace, and then to walk down the lively pedestrian precinct which meanders all the way back down to the waterfront again.

Monday, April 23, 2007

Alcuni riflessioni personali sulla sessione di laurea 19.04

Cari/e colleghi/e

Voglio, per curiosità, condividere con voi alcuni riflessioni personali intorno al funzionamento di certi pratiche comunicativi nella sessione di laurea in Scienze della Communicazione (veccho ordinamento) di giovedì 19 aprile 2007, per cui sono stato membro supplente della commissione, con la presidenza di prof. Stefano Calabrese. Questa laurea appertiene originalmente alla facoltà di lettere e filosofia, e gestita a Reggio Emilia della Facoltà di Scienze della Comunicazione ed Economia, dove per il momento sono ricercatore confermato in filosofia e teoria dei linguaggi.

Ai membri di questa commissione, in cui, per causa di un'altro appuntamento a Modena nel pomeriggo, e in accordo con il presidente, avevo partecipato solitamente fino alle ore 11.30, ci sono stati inviato tre (3) richieste scritti - tra questi, una dal sottoscritto - chiedendo l'attribuzione di un massimo di punteggi, ed eventualmente la lode, presuntivamente per valorizzare istituzionalmente l'ottima qualità del lavoro svolto dagli tre candidati.

Per causa di questo, e come previsto dal regolamento per i tesi di laurea della facoltà di scienze della comunicazione ci sono stati nominati in seguito dalla facoltà due controrelatori per ognuno delle tre tesi: i nostri colleghi prof.ssa Elena Esposito, prof. Nicolò Addario, e dott.ssa Anna Rita Graziani.

La mia perplessità riguarda in particulare il procedimento della discussione delle due tesi con richiesta punti massimi a cui avevo assistito alla mattinata. La prima era la tesi di Maria Pia Chiesi: "Il piano di comunicazione negli enti pubblici: tra retorica e sperimentazione: il caso del Comune di Reggio Emila", per cui il relatore era Prof. Emanuele Gabardi, con Prof. Maurizio Mercurio come correlatore, entrambi professori a contratto, e la seconda era la tesi di Lucia Barbieri: "Dentro lo sguardo: una indagine semiotica sull'enunciazione fotografica e la questione dell'immagine nell'opera di Luigi Ghirri", per cui io ero relatore.

La mia perplessità deriva del fatto che in entrambe di questi casi, quando siamo arrivato al momento del presunto intervento del secondo relatore durante la presentazione e discussione delle tesi, sia prof. Addario che prof.ssa Esposito hanno semplicemente avvisato la commissione di non avere niente di chiedere ai candidati, cosa che devo dire che mi ha sorpresa, anche riconosciendo il loro diritto personale di scelgere a fare così in questa situazione.

A fronte di questa situazione, che per essere onesto, mi pareva un po' anomala, mi sono spinto a chiedermi esattamente che può essere l'utilità e funzione della nomina di un secondo controrelatore se questi soggetti, alla fine, possono liberamente scelgere di non dare un contributo attivo alla discussione tra le laureande e la commissione?

Cercando una risposta, possiamo ipotizzare che magari il loro ruolo sarebbe quello di essere un tipo di "garanti", per assicurare la correttezza delle procedure, e per controllare in qualche modo che le domande poste degli altri membri della commissione erano sufficientemente acuti e penetrante per la determinazione della postulata eccellenza (o non) del lavoro svolto dei candidati, e, poi, di fare una valutazione "qualitativa" delle presentazione orali in aula dei loro progetti di ricerca?

Ma quest'ultimo compito è in fatti quello di tutti i membri della commissione, che ognuno, con il permesso del presidente, possono anche scelgere a fare una domanda ai candidati, se pensano, per esempio, che qualcosa non è stato speigato in modo sufficientemente chiaro.

Poi, sarà il compito del presidente di assicurare la correttezza delle procedure.

Quindi, rimane ancora aperta la questione di perché in questo caso nessun domanda è stato posto ai candidati dei due secondo controrelatori?

Pensando in modo massimamente "cattivo", possiamo semplicemente ipotetizzare che le richieste di massimi punteggi sulla parte dei relatori non sono stato valutato seriemente dalla commissionefin dall'inizio, e quindi, che la nomina dei controrelatori è diventata solitamente un'atto formale "finzionale", per salvaguardare le apparenze istituzionale in confronto al pubblico e le due laureande, per cui l'atto enunciativo della nomina dei controrelatori sicuramente avrebbe creata alcuni aspettativi e speranze.

Se un'ipotesi di genere sarebbe stato verificato, avrebbe dimostrato una considerevole devalorizzazione /a priori/ delle competenze professionali e giudizi valuatativi dei due relatori ed il correlatore che avevano avanzate le richieste di punteggio.

Naturalmente una cosa un po' embarazzante e sgradevole, se vero questo, perché può anche, al peggio, portare il pensiero verso il famoso fenomeno di "mobbing" collegiale al posto di lavoro su cui si sente parlare spesso oggi.

Ma se la situazione è stato in qualche modo verificato di essere così, che non mi pare di essere il caso in questo contesto, sarebbe stato, secondo me, un problema che deve essere portato e trattato in ben altri forum della nostra comunità universitaria, in modo tranqilo e sistematico, come un sintomo di un malore più generale che riguarda la relazionalità interpersonale e la "cura dell'altro" all'interno nella nostra cultura lavorativa ...

Per quanto riguarda il combattimento di questi tipo di fenomeni sgradevoli ci sono, per fortuna, già istituiti da poco le proprie istanze e strumenti istituzionali per disincentivare lo sviluppo e diffusione di comportamenti interpersonali ed amministrativi di natura incivili e distruttivi, dato che questi spesso hanno effetti molto negativi sia sulla vita quotidiana che nelle relazione interpersonali ed istituzionali del ambito lavorativo, causando spesso un calo di prodottività e senso di dissoddisfazione col lavoro sulla parte dei soggetti "perseguiti".

Ma no, la cosa che penso sarebbe stato molto, molto peggio, secondo me, sarà un'ipotesi (naturalmente impensabile, e assolutamente non empiricamente verificabile in ogni caso) che i due controrelatori non avevano neanche letto le tesi in questione, cosa che, se vero, spiegherebbe molto più facilmente perché questi non avevano niente di chiedere ai candidati...

Nel caso in cui questo sarebbe stato verificato come l'ipotesi vincente - cosa che contrasto assolutamente, conoscendo la forte integrità personale e professionale delle due colleghi precedentemente nominati - sarebbe naturalmente stato un sgradevolissimo e scorrettissimo trattamento delle due laureandi in questione, sia dal punto di visto etico che istituzionale.

Un'ultima possibile ipotesi per spiegare il comportamento dei due controrelatori può naturalmente essere che entrambe erano così convinto della indiscutibile ed ecezzionale qualità dei due tesi sotto discussione, che hanno aggiudicato di non essere necessario la loro intervenzione durante la discussione.

Ma quest'ultima ipotesi non è stato verificato da loro raccomandazioni di punteggio alla commissione durante la valutazione interno finale.

Quindi alla fine, almeno per me (e apprezzerò eventuali commenti personali da voi altri colleghi su questo punto), rimane sempre la preoccupazione che la mancante partecipazione dei controrelatori nella discussione di questi tesi può essere stata interpretata in modo negativo, non solo dal pubblico, ma, e ancora peggio, dalle due laureande in questione.

Dico questo particolarmente perchè che so molto bene che entrambe questi persone, che conosco personalmente da tanto tempo, hanno messo tanta energia e coinvolgimento nel loro lavoro di ricerca e di scrittura. Ma non solo: so anche che entrambe di loro hanno lavorato tanto (una a proprio pieno tempo) durante i loro studi universitari, e anche durante il lungo percorso finale verso la stesura della tesi, cosa che, nei miei occhi, aumenta ancora di più la qualità e merito "empirico"/ oggettivo delle loro prestazioni, che, solo in parte, sono stato riconosciute e verificate dai voti finali concessi ad entrambe candidate dalla commissione.

Chiudo ora, quindi, questi miei riflessioni "pubblici" con un caldo ringraziamento a tutti interessati per la vostra attenzione, sperando che "l'esposizione" del mio pensiero così, in modo "ipotetico" e speculativo, può aver motivato anche alcuni riflessioni vostri - ma primo di tutto di aver contribuito di facilitare una continua "conversazione" tra noi, sempre più ampio ed aperta per quanto riguarda le questioni spesso molto impegnativi come: "chi valuta chi?", "che cose valutiamo?" e "come faremo la valutazione?" nel, e DEL sistema complessivo di alta formazione e ricerca in Italia.

La questione della valutazione e il graduale sviluppo della qualità nel nuovo mondo che l'università e la ricerca stanno a fronte qui in Italia ed in Europa, è un oggetto di ricerca molto complesso in se stesso, e di grandissimo rilievo politico, economico e sociale per il paese, e per la comunità scientifica europea/ internazionale in generale, che, per ottenere il massimo effetto positivo, in termini di una svolta significante verso una propria "cultura della qualità", richiederà una continua partecipazione massicia ed attiva di TUTTI possibili "stakeholders" appartenenti alla comunità di università e ricerca: i colleghi, i studenti, le loro famiglie e tutta la società civile - di tutti tipi e genere di soggettività sociale, di tutti soggetti istituzionali, convinzioni religiosi, politici, disciplinari e personali ...

Un caro saluto e buo lavoro, e mi scusi per favore per tutte le miei eventuali carenze particolari, non solo quelli di carattere linguistica ... ma anche altrimenti ...

Buona domenica a tutti

Patrick

Saturday, April 14, 2007

Space Doctors: Applied Semiotics in international business and marketing

For those of you who happen (erroneously) to believe that Semiotics is only "pure theory", and incomprehensibile at that, here are a few links to UK based people and their advertising/ marketing consultancy agencies that over the last ten years or so have managed to show that semiotics can very successfully be applied to the development and analysis of international marketing and advertising strategies, and in so doing, win accept and widespread acclaim for this particular type of approach in mainstream business, marketing and advertising environments.

After having worked previously for the internationally renowned UK-based marketing semiotics consultancy Semiotic Solutions, pioneered by Virginia Valentine and associates in the 1990's, and also for the equally well known and respected international consortium Added Value Company, Malcolm Evans and a number of other younger colleagues have recently started up a new semiotic marketing research agency based in the UK that goes by the name of "Space Doctors"...

If you want to find out more about who they are and what they do, go and visit their website, where you will find some examples of their work and a number of downloadable academic papers that present and discuss their conceptions of semiotics, and the various approaches and methodologies they have developed and applied in relation to a number of key case studies.

Tuesday, March 13, 2007

European Youth Media Days 27-30 June 2007

This came in today, and looks as if it could be interesting:

The EUROPEAN YOUTH MEDIA DAYS (EYMD), taking place 27. - 30. June 2007, will be a highly participant-driven event, set inside the European Parliament. We expect around 400 young Europeans to come to Brussels. They can be young journalists, editors, bloggers or just normal people like you and me, who are interested in creating media together on a European level.

The EYMD will be an unique event covering the topics of European politics, European media and European lifestyle. During the event, participants will meet professional journalists, commissioners and members of the European Parliament and get the unique chance to ask questions and create media themselves in several workshops.

The main project website will apparently be operative from the beginning of April:

http://www.youthmediadays.eu/
http://www.youthpress.org/

Friday, January 19, 2007

Reggio Emilia 25th to 27th 2007: The Philosophy of Computer Games:



The Philosophy of Computer Games:
An Interdisciplinary Conference


January 25th to 27th 2007

University of Modena and Reggio Emilia
Department of Social, Cognitive and Quantitative Sciences
42100 Reggio Emilia
ITALY

Dear Friends, Colleages, Students

This is the second announcement for the international conference "The Philosophy of Computer Games. An Interdisciplinary Conference", to be held at the Department of Social, Cognitive and Quantitative Sciences, Ex-Caserma Zucchi, Viale A. Allegri 9, Reggio Emilia from the 25th to 27th of January 2007

The purpose of the conference is to initiate an investigation into philosophical issues that is relevant to current research on computer games.

More detailed information is available on the conference website.
http://game.unimore.it

We hope to create a lively, informal and first and foremost interdisciplinary atmosphere, and you are cordially invited to attend and take part in the discussions.

A flyer for the event is enclosed with this mail, and we ask you to kindly circulate this, and otherwise publicise the event for those you know who may be interested in attending.

The whole conference has been recorded for web broadcasting and an edited video version is now available at http://tv.unimore.it

Registration may be carried out by sending an e-mail to olav.asheim@ifikk.uio.no.

There is no conference fee.

Welcome to Reggio Emilia!

Patrick Coppock
Locally Responsible in Reggio Emilia for the Organising Committee

Conference Programme

Thursday 25th
COMPUTER GAME ENTITIES

10.00 Registration

11.00 Introduction

11.10 Fictional, Simulated, Real: Towards an Ontology of Game Objects
Professor Espen Aarseth, Center for Computer Games Research, IT University of Copenhagen, Denmark

12.00 Lunch

13.30 The Reality of Game Objects
Ph.d. candidate John Richard Sageng, University of Oslo, Norway

14.00 Gaming as an Aide to Metaphysical Speculation
Richard Clarkson, University of Durham, UK

14.30 The Temporality of Gaming
Associate professor Hallvard Fossheim, University of Oslo, Norway

15.00 Break

16.00 Is our Actual World Interactive: Some Philosophical Reflections about Videogaming and Life
Ph.d. candidate Dario Compagno, University of Siena, Italy

16.30 The Ludic Parenthesis
Professor Olav Asheim, University of Oslo, Norway


Friday 26th
PLAYER EXPERIENCE


10.00 Videogames, Fiction, and Reality
Visiting Assistant Professor Jonathan Frome, School of Film and Digital Media, University of Central Florida, USA

10.30 On The Phenomenology of Virtual Worlds
Ph.d. candidate Tarjei Mandt Larsen, University of Tromsø, Norway

11.00 The Irreducible Self. Image Studies of First Person Perspective Computer Games
Dr. Stephan Guenzel, Friedrich-Schiller-Universität Jena, Germany

11.30 Visual Perception, Motor Action, and the Video Game Experience
Assistant Professor Ole Ertloev Hansen, VR Media Lab, Aalborg Universitet, Denmark

12.00 Lunch

13.30 Goals, Affects, and Empathy in Games
Research Assistant Petri Lankoski, Media Lab, University of Art and Design, Helsinki, Finland

14.00 Feeling So Real – a Phenomenological Exploration of the Realities of Emotions in Play
Olli Leino, Researcher, Dr. of Art candidate, Faculty of Art & Design, Dept. of Media, University of Lapland, Finland.

14.30 Ludic Reality: a construct for analysing meaning-mapping and epistemology in play
Dan Pinchbeck, Senior Lecturer, Department of Creative Technologies, University of Portsmouth, UK

15.00 Break

16.00 Virtual Consciousness and the Imaginary: A Phenomenological Sketch
Assistant Professor Nicolas De Warren, Wellesley College, UK

16.30 "Gamescapes": Spatial Orientation Without Physical Objects.
Associate Professor Anita Leirfall, University of Bergen. Norway

17.00 Virtual Realism: Player, Perception and Action in Video Game Play
Hanna K. Sommerseth, Graduate School of Literatures, Languages and Cultures, The University of Edinburgh, Scotland

17.30 Playing Dress-Up: Costumes, roleplay and imagination
Ludica: Janine Fron, Independent Artist/Designer, Tracy Fullerton, University of Southern California, Jacquelyn Ford Morie, University of Southern California, Celia Pearce, Georgia Institute of Technology (presenter)


Saturday 27th
THE ETHICS OF COMPUTER GAMES

10.00 Gamers and the Good Life
Adam R. Briggle, The VICI Research Project: The Evaluation of the Cultural Quality of New Media, Department of Philosophy, University of Twente, Netherlands

10.30 Computer Games and Reality: Transworld Identities
Patrick Coppock, Researcher, Department of Social, Cognitive and Quantitative Science, University of Modena and Reggio Emilia, Italy

11.00 Virtual Ethics: The Ethics of Virtual Worlds
Edward H. Spence, The VICI Research Project: The Evaluation of the Cultural Quality of New Media, Department of Philosophy, University of Twente, Netherlands

11.30 Targeting the Kids: Computer Games as War Propaganda
Rune Ottosen, Oslo University College, Norway

12.00 Lunch

13.30 Severe Pain or Suffering: Videogames, Morality and Torture
MSc Student Peter Rauch, Comparative Media Studies. M.I.T., USA

14.00 Ethics and Practice in Virtual Worlds
Ren Reynolds

14.30 Instrumentalism and the Ethics of Videogame Play: The Tactical Iraqi Controversy
Writing Director Elizabeth Losh, University of California, USA

15.00-16.00 Closing Session

Sunday, October 01, 2006

Call for Papers: The Philosophy of Computer Games

Call for Papers


The Philosophy of Computer Games

An Interdisciplinary Conference



We hereby invite scholars in any field who take a professional interest in the phenomenon of computer games to submit abstracts to the conference "The Philosophy of Computer Games", to be held in Modena/Reggio Emilia, Italy, on January 25-27, 2007.

The purpose of the conference is to investigate how current research on computer games calls for clarification of philosophical issues. Computer games constitute a major cultural and economic force in contemporary society, and make up a part of everyday life for a rapidly increasing number of people. This phenomenon calls for collective research by a range of disciplines and traditions. In line with this purpose, the conference is interdisciplinary, drawing together researchers from such diverse fields as philosophy, computer game theory, semiotics, aesthetics, sociology, psychology, anthropology, and education.

Your abstract should be between 150 and 300 words. Please specify which of the following aspects of gaming constitutes the primary focus for your submission. (1) "Computer Game Entities", devoted to metaphysical issues related to the virtual nature of computer game objects and events. (2) "Player Experience", which deals with the subjective standpoint of the player, ranging from issues about identity to issues concerning perceptual experience. (3) "The Ethics of Computer Games", devoted to moral, economic, and political issues that relate to the production, design, marketing, and public consumption of games.

Deadline for submission is October 16, 2006. Send your abstract to gameregistration@fps.no

Notification of accepted abstracts will be sent out by November 1, 2006.

Espen Aarseth
(Center for Computer Games Research at the IT-University of Copenhagen)

Olav Asheim
(Department of Philosophy, Classics, History of Art and Ideas at the University of Oslo)

Patrick Coppock
(Department of Social, Cognitive and Quantitative Science at the University of Modena/Reggio Emilia)

The conference is a collaboration between the following institutions:
  • Department of Philosophy, Classics, History of Art and Ideas at the University of Oslo, Norway
  • Department of Social, Cognitive and Quantitative Science at the University of Modena/Reggio Emilia, Italy
  • Center for Computer Games Research at the IT-University of Copenhagen, Denmark
  • Philosophical Project Centre (FPS), Oslo, Norway
For more information, visit the conference website http://game.unimore.it

Tuesday, August 29, 2006

Learn Norwegian in Røros with Linguanor

If you are planning to visit or move to Norway for a shorter or longer period, and would like to study Norwegian in the unique context of a friendly, historical mountain community that is also on UNESCO`s World Heritage List - the 350-year old mining town of Røros - then get in touch with Anne Margrethe Wessel and Tor Einar Sæther at Linguanor



E-mail: post@linguanor.no

You can visit their website here to find out more:
http://www.linguanor.no

Sunday, April 30, 2006

Emergence, Cognition, Consciousness animation

Follow the link below to follow an interesting Shockwave (you'll need to have the plugin installed to watch it) animation entitled "Emergence, Cognition, Consciousness", produced by A.C. EHRESMANN et J.P. VANBREMEERSCH (Octobre 2005) and presented at the Colloque International "Charles Ehresmann : 100 ans" Faculté des Sciences UPJV, Amiens - (FRANCE) 7-9 octobre 2005

Emergence, Cognition, Consciousness
http://perso.wanadoo.fr/vbm-ehr/ChEh/articles/ehrvbm/00T1.htm


Other articles by the same authors here:
http://perso.wanadoo.fr/vbm-ehr/Ang/W24T.htm

Monday, April 10, 2006

Sulla valutazione e il merito nella formazione e nella ricerca

Forum Università e Ricerca

La Valutazione
Incontro a Milano 1 febbraio 2006

Patrick J. Coppock
Università degli studi di Modena e Reggio Emilia
patcop@unimore.it

Questo articolo è un'elaborazione del mio breve intervento all'incontro del Forum dei Democratici di Sinistra sull'Università e Ricerca, sul tema della valutazione, a Milano, il 1 febbraio 2006. Nel corso della redazione ho cercato ad integrare qualche riflessione, sia personale che professionale, agli interventi degli altri partecipanti a Milano lo stesso giorno, e sui temi e contenuti d'altri incontri (a Milano, Roma e Bologna) sul futuro dell'università e della ricerca in Italia a cui ho assistito nel corso del 2005 e 2006, come parte del mio lavoro politico nell'ambito della protesta dei ricercatori contro il Decreto di Legge Moratti 4735, ora Legge 4 novembre 2005: 230. Ho cercato anche di incorporare alcuni dati ricavati da una lettura attenta di materiali informativi pubblicati nei mass-media, e circolati nell'ambito della protesta dei ricercatori italiani e tramite il Forum Università e Ricerca, nel corso degli ultimi due anni.

L'incontro a febbraio del Forum di Milano era dedicato ad un tema che mi sta proprio a cuore: la valutazione della qualità nella formazione e ricerca. Credo che lo sviluppo di una vera "cultura di valutazione", che è nazionale nella sua impostazione, e "capillare" nella sua diffusione a livello locale, sarà fondamentale per promuovere l'innovazione e il rinnovamento, lungo tutto l'arco della formazione e ricerca. La valutazione è uno strumento fondamentale e necessario, se vogliamo creare un sistema di formazione e ricerca pubblica della più alta qualità possibile. La riuscita o meno di questa "sfida" per il paese, d'interesse "nazionale", avrà inevitabilmente ripercussioni importanti anche ai livelli "globali", con effetti di lungo termine significativi anche nell'Europa e nel resto del mondo.

Se pensiamo bene, sembra ovvio che l'efficacia, la funzionalità e la qualità d'ogni grande rete internazionale di formazione e ricerca pubblica (e/o privata) dipenderà alla fine, della qualità d'ogni singolo "nodo" nella rete, visto in prospettiva "bottom up". La valutazione del merito riguarda realmente (naturalmente in modi diversi) ogni singola famiglia, ogni singolo asilo nido, scuola d'infanzia, scuola media, liceo classico, scientifico, tecnico, ecc., lungo tutto l'arco della vita, fino alla ricerca universitaria, e ai centri di grande importanza nazionale, europea ed internazionali, sia privati che pubblici. Se tutto è "in rete", è chiaro che tutto, assolutamente tutto, sarà interconnesso ed interdipendente. Se una parte della rete fa male il suo compito, tutto il resto ne risente le ripercussioni, in qualche modo, grande o piccolo.

Per leggere il resto dell'articolo >> cliccare qui >>>

Saturday, March 04, 2006

Chi ha paura della terza cultura?

Dal sito di Gloria Origgi:

http://gloriaoriggi.blogspot.com/

Pubblicato sul Domenicale de Il Sole 24 Ore. Tutti i diritti riservati.

Che la scoperta di una classe di neuroni premotori nel cervello dei macachi possa avere importanti ripercussioni filosofiche sulla natura della socialità umana ha qualcosa di sorprendente: dopotutto, cosa c'entra l'attivazione di una cellula del sistema nervoso di una scimmia con il complesso intrigo delle nostre relazioni sociali? Al di là delle appassionanti discussioni suscitate da questa scoperta (per una visione d'insieme del dibattito recente si veda il convegno: www.interdisciplines.org/mirror ), essa ci dice qualcosa su come sono cambiati negli ultimi vent'anni i rapporti tra le 'due culture', come le aveva definite C.P. Snow nel suo famoso saggio del 1959 The Two Cultures, ossia tra scienze naturali e scienze umane. Antropologia, linguistica, sociologia, tutte discipline che stabilirono la loro autonomia affermando l'indipendenza del piano delle manifestazioni sociali e culturali umane dal loro sostrato biologico, lasciano spazio oggi a programmi di ricerca naturalistici, in continuità con i metodi delle scienze naturali (proprio questa settimana, a Parigi, l'antropologo Maurice Bloch ha svolto la sua lezione inaugurale al Collège de France sul tema: L'antropologia cognitiva alla prova della sperimentazione empirica: il caso della teoria della mente). E' possibile allora una terza cultura, come l'ha definita l'agente letterario John Brockman, in cui le scienze empiriche partecipano a renderci un?immagine di senso di noi stessi e del nostro agire?

Per leggere il resto dell'articolo [>>>>]
http://gloriaoriggi.blogspot.com/2006/02/chi-ha-paura-della-terza-cultura.html

Vede anche:

Interdisciplines
http://www.interdisciplines.org/

Art and Cognition Conferences
http://www.interdisciplines.org/artcognition

Thursday, January 26, 2006

Buon anno a tutti!




Le Drus, Chamonix, France


Un nuovo anno ha appena cominciato.


Il tempo vola ma le montagne rimangono, almeno per ora....

Thursday, November 10, 2005

Reggio Emilia November 4, 2005: Il teatro della strada può cambiare la nostra consapovelezza culturale?

Come cambiare la consapevolezza culturale della gente rispetto ai i rituali giornalieri in cui partecipano??

Non è per niente facile: siamo sempre tutti in un certo senso "incorniciati" da un flusso complesso di abitudini culturali profondamente radicate, di modalità di pensare al mondo, fare le cose, essere insieme. Queste sono le cose che ci danno una senso di sicurezza e l'idea che le cose "sono state sempre così fin dal inizio". Inoltre tendiamo a pensare che debbano sempre essere così, anche nel futuro, anche se sappiamo probabilmente che non così. Infatti, partecipiamo tranquillamente ad un numero incredibile di piccoli o grandi rituali quotidiani senza pensare neppure un momento alle conseguenze di più ampio rispiro, specialmente a livello simbolico, ma anche pragmatico, per noi stessi, per i nostri vicini e i nostri cari, le nostri società ed infine, tutti quelli con cui condividiamo la responsabilità per la nostra vita su questo pianeta ormai troppo fragile.



Il videoclip da cui le immagine qui sopra sono stati presi, e che può essere visto seguendo il collegamento [ http://www.globalproject.info/IMG/wmv/4nove-2.wmv ] fornisce un esempio di alcuni giovani di Reggio Emilia mentre provano a ri-incorniciare e ri-semantizzare un evento culturale in un modo diverso da quello a cui Reggio Emilia è stato abituati nel passato ad accettare come "normale". Ciò avviene attraverso un pezzo coraggioso ed innovatorio di "teatro della strada" che usa la potenziale expressività del corpo femminile come mezzo di protesta politica in un modo non tradizionale per la sfera pubblica italiana, particolarmente in una città ancora piuttosto "provinciale" come Reggio Emilia.

La scena è la Piazza della Vittoria a Reggio Emilia. La data è il il 4 novembre 2005 il giorno della "Festa delle Forze Armate", una celebrazione istituito dal governo fascista per "trasformare le vittime di una guerra spietata ed non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la patria", secondo le parole dei manifestanti.

La performanza nella piazza voglia suggerire un inedito collegamento tra il rituale culturale della celebrazione delle forze armate e la guerra tuttora in corso in Irak, dove le vere vittime non sono i soldati, ma uomini, donne e bambini iracheni morti, e feriti sia fisicamente che psicologicamente. E la guerra continua...

Dodieci partecipanti alla manifestazione sono stati detenuti per i seguenti reati:

1. Manfestazione senza permesso
2. Travestimento
3. Oscenità pubblicà

La domanda dei manifestanti: Che è la cosa più oscena, il corpo umano o la guerra spietata e non voluta?

Argomento di riflessione!

Visitare anche le pagine web del Global Project per più informazione su questa ed altre iniziativi:
http://www.globalproject.info/

_______________________________________________________

Reggio Emilia, Italy, November 4 2005: Can Street Theater change our cultural awareness?

How to change people's cultural awareness of the many day-to-day rituals they take part in??

It's not at all easy: we are always in some sense or other "framed" by a complex flow of deeply ingrained cultural habits, ways of thinking about the world, ways of doing, ways of being together. These give us a feeling of security, and also the idea that "things have always been this way as far back as we can remember". This tends also to make us think they must always be that way, also in the future, even though we, deep down, certainly know that this is not the case. But in fact, we quietly take part in an incredible number of smaller or larger rituals from day to day without giving one single thought to their wider consequences, particularly in symbolic and pragmatic terms, for ourselves, our nearest and dearest, our societies, and last but not least, all the others with whom we share responsibility for our life together on this all too fragile planet.

Well, here's one example of how some young people in Reggio Emilia have tried to reframe and reinterpret a cultural event in a way quite different from that which their city has become accustomed to accept as "normal". This happens by way of a courageous and innovative piece of street theatre which uses the expressiveness of the female body as a medium of political protest in a way that is extremely "untraditional" in the italian public sphere, especially in a still fairly provincial city like Reggio Emilia.

The scene of the event is the Piazza della Vittoria in Reggio Emilia, a small city not many kilometers north of the probably more well known regional capital of Bologna in Emilia Romagna, Italy.

The date is November 4th 2005, the day of the so-called "Festa delle Forze Armate", a celebration of the armed forces, originally instituted by the Fascist government of Benito Mussolini to, in the words of the performers: "transform the victims of a pitiless and undesired war into courageous heroes who died for the fatherland".



The performance in the piazza at Reggio Emilia, and the videoclip based on the event (from which the images above are taken) that can be seen by following the web link [http://www.globalproject.info/IMG/wmv/4nove-2.wmv ] suggest a hitherto unthought of reading of the cultural ritual celebrating the Italian Armed Forces, and connects it symbolically and pragmatically with the war still in course in Iraq, where the true victims are not the soldiers, but all the men, women and children of Iraq who are either dead, or wounded both physically and psychologically.

And still the war goes on...

Twelve of the participants in the protest performance were charged with the following demeanours:

1. Non authorised public protest
2. Bearing camoflage in a public place
3. Obscene acts in public


The protesters question: "What is more obscene, the human body or the cold brutality of an undesired war?"

Serious food for thought!

See also the website of The Global Project in Reggio Emilia for more information on this and other initiatives:
http://www.globalproject.info/index-en.html

Sunday, October 23, 2005

APPELLO DAL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI RICERCATORI UNIVERSITARI ITALIANI

APPELLO DAL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI RICERCATORI UNIVERSITARI ITALIANI

Cari colleghi,

le vicende delle ultime ore sottolineano, semmai ce ne fosse ancora bisogno, il clima di illegalità che sta accompagnando l'iter parlamentare del DDL sullo stato giuridico in questa sua ultima fase.

Il disprezzo da parte Ministro del parere della Commissione Affari Costituzionali e il successivo asservimento di quest'ultima ai voleri del Ministro stesso, stanno trasformando quest'ultima fase della legislatura in un vero e proprio incubo in cui anche la Costituzione diventa carta straccia. Ma in una sceneggiata il cui risultato netto è nullo, nel senso che in fondo siamo nella medesima (pessima) situazione di prima, c'è forse la speranza che il Presidente della Repubblica sia stato attento osservatore di quanto è successo ieri e tragga le dovute conclusioni prima di firmare questa legge sciagurata.

Ormai tutte le componenti del mondo universitario si mobilitano per la manifestazione del 25 ottobre che si preannuncia affollatissima. Spero che anche quei docenti critici nei confronti della legge ma tenutisi in disparte nelle manifestazioni di questi ultimi due anni capiscano l'importanza di essere in piazza a Montecitorio martedì prossimo assieme a Rettori, studenti, precari, rappresentanti delle associazioni dei consumatori, lavoratori dello spettacolo e soprattutto assieme a tutti gli altri docenti che hanno combattuto e combattono in prima linea per evitare la distruzione dell'Università pubblica.

E' l'ultima chiamata. Potrebbero non essercene altre. Non perdiamo l'occasione.

MARTEDI' 25 OTTOBRE 2005, ORE 11.00
MANIFESTAZIONE NAZIONALE DAVANTI ALLA CAMERA (MONTECITORIO)


cordialmente
Marco Merafina

Mozione DSSCQ UNIMORE 18.10.2005

MOZIONE SUL DISEGNO DI LEGGE D'INIZIATIVA DEL GOVERNO CONTENENTE "NUOVE DISPOSIZIONI CONCERNENTI I PROFESSORI E I RICERCATORI UNIVERSITARI E DELEGA AL GOVERNO PER IL RIORDINO DEL RECLUTAMENTO DEI PROFESSORI UNIVESITARI" APPROVATA ALL'UNANIMITA` DAL CONSIGLIO DEL DIPARTIMENTO DI SCIENZE SOCIALI, COGNITIVE E QUANTITATIVE DELL'UNIVERSITA` DI MODENA E REGGIO EMILIA NELLA SEDUTA DEL 18.10.2005

Il Consiglio del Dipartimento di Scienze Sociali, Cognitive e Quantitative, esaminato il testo del disegno di legge d'iniziativa del Governo contenente "Nuove disposizioni concernenti i professori e i ricercatori universitari e delega al Governo per il riordino del reclutamento dei professori univesitari" ritiene del tutto fondate le critiche formulate nei confronti di questo provvedimento da parte di numerosi autorevoli organismi accademici. In particolare il Consiglio del Dipartimento condivide le obiezioni espresse più volte dalla CRUI, dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell'Universita` di Modena e Reggio Emilia. Il Consiglio del Dipartimento giudica in modo assai negativo la messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori universitari. L'istituzione della figura del ricercatore universitario ha rappresentato infatti una delle innovazioni migliori introdotte dal DPR 382/80 insieme alla istituzione del Dottorato di Ricerca. Un riordino dello stato giuridico dei docenti e ricercatori universitari non può che partire dalla constatazione che il Paese investe ancora troppo poco in ricerca e formazione universitaria rispetto ad altri paesi dell'Unione Europea. Il provvedimento in questione ritiene invece ancora una volta di poter riformare un sistema complesso come e` quello dell'universita` pubblica a "costo zero." Il Consiglio di Dipartimento e` pertanto seriamente preoccupato delle conseguenze che il provvedimento, qualora approvato, produrrebbe sul sistema dell'universita` e della ricerca pubblica e del fatto che alcune parti del provvedimento stesso sembrino essere addirittura in contrasto con la Carta Europea dei ricercatori. Osserva con rammarico che nella versione del provvedimento approvata dal Senato sono scomparsi tutti i riferimenti alla valuatazione della ricerca e non e` previsto alcuno strumento normativo che preveda incentivi a favore di attività di ricerca di provata qualita`. Osserva inoltre che il provvedimento non si muove ancora nella giusta direzione per quanto riguarda gli auspicati processi di internazionalizzazione delle universita` italiane e che l'istituzione della figura dei professori aggregati e` contraria alla concezione della figura del docente universitario che eserciti l'attivita` di ricerca come vera e propria professione. Per queste ragioni, in sintonia con lo spirito della settimana di mobilitazione proclamata dalle associazioni sindacali di categoria, il Dipartimento di Scienze Sociali, Cognitive e Quantitative si unisce alla protesta del mondo universitario affinche` si sospenda l'iter parlamentare del disegno di legge, arrivando a soluzioni concordate con le categorie interessate dalla riforma. Il Dipartimento invita inoltre il Rettore dell'Ateneo di Modena e Reggio Emilia a farsi portavoce presso la Conferenza dei Rettori della indifferibile necessita` di un segnale forte e unitario, ivi inclusa l'ipotesi di rassegnare le dimissioni in blocco dalla guida dei rispettivi Atenei, individuando altresi` le forme di comunicazione più opportune per informare l?opinione pubblica e le istituzioni circa la gravita` della situazione.

Thursday, October 06, 2005

UNIMORE contro il DDL Moratti!
Assemblea dei docenti, ricercatori, assegnisti, dottorandi, borsisti


Le scriventi Organizzazioni sindacali e Associazioni indicono un'Assemblea del personale in oggetto per

LUNEDI' 10 OTTOBRE DALLE ORE 12 ALLE ORE 14 PRESSO L'AULA MAGNA DELLA FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA, Via Università 4 - Modena.

All'ordine del giorno l'analisi del DDL Moratti di riforma dello stato giuridico dei docenti e le iniziative da attuare per ottenerne il ritiro.

All'assemblea saranno presenti il Magnifico Rettore, Prof. Pellacani, l'Onorevole Roberto Guerzoni e un Rappresentante del Senato.

ADI, CISL-UNIVERSITA', FLC-CGIL, SNALS-UNIVERSITA', UILPA-UR


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Roma 28 settembre 2005

ADI, ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR, UDU

Oggi al Senato, proprio mentre di fronte si teneva una riuscita manifestazione di protesta promossa ed organizzata dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni della docenza universitaria, degli studenti e dei precari, il Governo e la maggioranza portavano a termine un pesantissimo e violento ulteriore attacco all'università italiana.
Un vero e proprio atto di forza, tramite la presentazione di un maxi-emendamento, su cui il Governo ha immediatamente posto la questione di fiducia - un atto che impedisce il dibattito parlamentare e costringe al voto immediato sul testo del Governo - che, nella sostanza, riscrive integralmente il testo approvato dalla Camera: il testo su cui il Governo otterà presumibilmente la fiducia nella nottata o domani mattina, è sostanzialmente quello, già noto dal mese di luglio, su cui la maggioranza aveva trovato un faticoso accordo.
Abbiamo già ripetutamente criticato nel merito anche questo "nuovo" testo che mantiene nella sostanza l'impianto ed i contenuti originari del ddl Moratti. Un progetto incentrato sulla precarizzazione del ruolo della docenza, cui si aggiunge un vero e proprio schiaffo alle aspettative dei ricercatori tramite il conferimento del titolo (onorifico !!!) di professore aggregato, che configura come già abbiamo ripetutamente sottolineato un vero e proprio smantellamento dell'università pubblica.
Un atteggiamento gravissimo quello del Governo, che non accetta alcuna forma di dissenso né dentro né fuori dal Parlamento. Atteggiamento che è necessario contrastare con la massima energia in vista del successivo (ormai necessario) passaggio alla Camera prevedibile per il mese di ottobre, mantenendo e sviluppando la massima unità del mondo universitario.
Comportamenti, quelli del Governo, ai quali sarebbe invece controproducente rispondere spostando il terreno del confronto all'interno del mondo universitario, lasciando intendere che la controparte sia altra rispetto al Governo ed alla maggioranza.
Chiamiamo le università italiane, in accordo anche con gli organi accademici, a promuovere per la settimana dal 10 al 15 ottobre il blocco di ogni attività, coinvolgendo nelle necessarie iniziative di sensibilizzazione l'intero mondo universitario e l'opinione pubblica in difesa della natura dell'istituzione e delle sue finalità.

Thursday, September 22, 2005

Comunicato organizzazioni e associazioni della docenza 21.9.2005

ADI, ADU, ANDU, APU, AURI, CISAL-Università, CISL-Università, CNRU, CNU, FIRU, FLC-CGIL, SNALS-Università, SUN, UILPA-UR, UDU


COMUNICATO

La decisione d'interrompere bruscamente il dibattito in Commissione e di portare il ddl del governo sulla riforma dello stato giuridico dei docenti universitari direttamente in Aula al Senato é estremamente grave, rappresentando un strappo alle normali procedure parlamentari. Si apprende, infatti, che il ddl sarà discusso e votato in Aula nei giorni 27, 28 e 29 settembre. Gira forte la voce che in quella sede il Governo chiederà la fiducia.
La materia oggetto del ddl è particolarmente delicata in quanto ha rilievo costituzionale, sia per i profili della libertà didattica e scientifica che contraddistingue l'insegnamento universitario, sia in relazione al principio di autonomia degli Atenei, al quale questa libertà è strettamente connessa. Appare veramente irresponsabile affrontare temi di notevole complessità e certamente "sensibili" sul piano dei valori costituzionali e degli interessi di un grande numero di cittadini (in primo luogo gli studenti e le loro famiglie) senza la condivisione del mondo universitario.
Denunciamo di fronte al Paese il clima di confusione e di scollamento nel quale si apre questo assurdo dibattito parlamentare in Aula, senza che si sia cercata alcuna convergenza con i rappresentanti del mondo universitario che, con unanime deliberazione, hanno respinto il progetto (non solo le rappresentanze dei docenti e le associazioni di dottori di ricerca, dottorandi, contrattisti, precari e studenti ma anche CUN, CRUI Conferenze dei Presidi, Senati Accademici e Consigli di Amministrazione, etc.). Ignorare i protagonisti reali della vita universitaria significa non solo mortificare le persone che quotidianamente sono impegnate negli Atenei ma anche tradire le aspettative della società civile, contribuendo al degrado del Paese.
Ci opponiamo a questo disegno perverso portato avanti con arroganza. La riforma non deve essere approvata: in Parlamento, nelle Università e nel Paese, chiunque abbia a cuore il futuro del nostro Paese deve nei prossimi giorni rendere visibile il proprio dissenso.
Indirizziamo al Paese un forte appello per la difesa del ruolo pubblico dell'Università, della qualità degli studi universitari, del diritto allo studio e siamo certi che questo accorato segnale verrà raccolto dai più, soprattutto in questa fase pre-elettorale che consentirà ad ognuno di giudicare le forze politiche e i loro rappresentanti.
A causa della brevità dei tempi, la normativa vigente non consente di indire uno sciopero per la fine del mese; intanto, i Sindacati e le Associazioni rappresentative della docenza universitaria indicono lo stato di massima agitazione nelle sedi, da portare avanti nelle forme più forti e coinvolgenti, nella fondamentale solidarietà di docenti, personale tecnico-amministrativo, precari, studenti:
- per il 27 settembre invitano i docenti, i precari e gli studenti a tenere assemblee nelle sedi ed ad occupare simbolicamente i Rettorati;
- per il 28 settembre è indetta una manifestazione nazionale di protesta in Roma davanti al Senato alle ore 11.

Roma, 21 settembre 2005

Sunday, September 04, 2005

Da ANDU: A SETTEMBRE MOBILITAZIONE PER IL RITIRO DEL DDL

Lo spostamento a settembre della votazione del DDL è il frutto della decisa opposizione al DDL espressa da tutta l'Università: CRUI, Conferenze dei Presidi, Senati Accademici e Consigli di Amministrazione, Consigli di Facoltà e di Dipartimento, Assemblee di Docenti e di Studenti, Organizzazioni unitarie della docenza. Questo rinvio consente la tempestiva ripresa della mobilitazione per ottenere il RITIRO definitivo di un provvedimento, inemendabile e devastante, con il quale si vuole finire di demolire l'Università statale di qualità, a vantaggio dei poteri forti accademici trasversali che vogliono gestire in maniera privatistica le risorse pubbliche per l'Università e la Ricerca. Con la cancellazione dell'Università statale si distrugge la principale risorsa del nostro Paese e si demolisce uno dei pilastri fondamentali della nostra democrazia. Per difendere l'Università statale riteniamo necessario anche che, coerentemente con le posizioni da loro assunte contro il DDL, i Rettori e i Presidi si dimettano. La mobilitazione del mondo universitario deve contestualmente proporsi l'obiettivo dell'emanazione urgente di tre provvedimenti:
a) il bando nei prossimi anni di almeno 20.000 posti in ruolo nella fascia di ingresso alla docenza per dare sbocco agli attuali precari e per 'prevenire' il prossimo pensionamento di circa la metà degli attuali docenti;
b) la trasformazione del ruolo dei ricercatori in terza fascia di professore per il reclutamento nella docenza;
c) la netta distinzione tra reclutamento e avanzamento nella carriera docente.

** Si ricorda che gli emendamenti del Relatore sostanzialmente prevedono:
1. messa ad esaurimento del ruolo dei ricercatori a partire dal 2013 (comma 2 bis, art. 3 del testo del DDL con gli emendamenti del Relatore);
2. cancellazione del comma 11, art. 4 che attribuiva 'a tutti' il titolo di "professore aggregato";
3. possibilità per gli attuali ricercatori "che hanno svolto tre anni di insegnamento" di tenere, a domanda, corsi e moduli (comma 3 bis, art. 4);
4. attribuzione ai ricercatori del "titolo di professore aggregato per il periodo di durata degli stessi corsi e moduli." (comma 3 bis, art. 4);
5. conferimento di incarichi pluriennali anche gratuiti (comma 3, art. 4);
6. durata fino a tre anni dei contratti di ricercatore a termine, rinnovabili per una durata complessiva di sei anni (comma 6, art. 4);
7. possibilità di "istituzione di una Autorità indipendente per la valutazione del sistema universitario" (comma 2, art. 2).

** Ripetiamo che, alla luce degli emendamenti del Relatore al DDL approvato dalla Camera, si possono evidenziare le caratteristiche del provvedimento che si vorrebbe fare approvare a settembre:

1. si va nella direzione dell'abolizione dello stato giuridico nazionale dei docenti. Infatti si prevede che i singoli Atenei disciplinino "con propri regolamenti" le procedure per il reclutamento dei professori e, al momento della chiamata, stabiliscano "il trattamento economico iniziale" (comma 1, art. 4). Per la prima volta le modalità di reclutamento in ruolo
saranno differenziate ateneo per ateneo e la retribuzione sarà 'personalizzata' per ogni singolo professore;
2. si introduce l'"idoneità scientifica nazionale", una sorta di 'libera docenza' a numero chiuso (lettera a del comma 1, art. 3), prerequisito per partecipare all'ulteriore "valutazione comparativa" per il reclutamento vero e proprio nei ruoli di professore ordinario e di professore associato (comma 1, art. 4);
3. si reintroducono i "professori incaricati", anche non retribuiti, senza limiti di tempo (comma 3, art. 4);
4. si introduce la figura del professore ordinario a termine in convenzione, anche privo di idoneità scientifica nazionale. Quest'ultimo può anche diventare direttore di dipartimento e presidente di CCS (comma 4, art. 4);
5. non si elimina l'attuale giungla di oltre 50.000 precari (compresi assegnisti e borsisti) e si aggiunge la figura del "contrattista di diritto privato" di durata fino a tre anni, rinnovabile per complessivi sei anni (comma 6, art. 4). In tal modo si ha un periodo medio di precariato di oltre 9 anni (assegno più contratto) dopo i 3 anni di dottorato;
6. il bando di nuovi posti di professore è sospeso fino all'emanazione dei decreti delegati (commi 1 e 2, art. 3);
7. l'attuale ruolo dei ricercatori è messo ad esaurimento a partire dal 2013 (comma 2 bis, art. 3), con la 'spinta' a preferire da subito, rispetto ai posti in ruolo, il bando dei contratti di ricercatore a tempo determinato, per i quali "sono previsti appositi incentivi" (comma 6, art. 4);
8. per gli attuali ricercatori che abbiano già svolto almeno tre anni di insegnamento e per i nuovi ricercatori è previsto il titolo di "professore aggregato" solo per il periodo dell'insegnamento (comma 3 bis, art. 4). Una non-novità, dato che già tanti anni fa il Consiglio di Stato ha chiarito che durante l'insegnamento si ha il titolo di "professore"
9. si ipotizza la costituzione di un'"Autorità indipendente" per valutare il Sistema nazionale delle Università, proprio nel momento in cui si sta facendo approvare la controriforma del CUN con la quale si priverebbe per sempre il Sistema di un Organismo nazionale di autogoverno, rappresentativo dell'intero mondo universitario. Un Organismo democratico, non corporativo e non parcellizzato, capace di difendere il Sistema dai poteri forti trasversali accademico-politici di cui l'Autorità 'indipendente' potrebbe diventare strumento.

*** E' evidente che nel DDL che si vorrebbe fare approvare nessuna delle richieste emerse dalla protesta del mondo universitario e avanzate dalle Organizzazioni unitarie della docenza è stata accolta:

1. si continua a non distinguere il reclutamento (che riteniamo dovrebbe svolgersi attraverso concorsi veramente nazionali) dall'avanzamento nella carriera docente (con idoneità nazionali a numero aperto), mantenendo così la cooptazione personale e l'attuale mercato dei finti concorsi (per l'avanzamento di carriera), che rimarranno comunque locali finché sarà dato alla Facoltà il potere di scegliere se e chi chiamare (questo potere è attualmente difeso da TUTTI i Gruppi parlamentari). La sovrapposizione tra reclutamento e avanzamento nella carriera docente rappresenta peraltro il principale ostacolo ad una valutazione non finalizzata al controllo gerarchico;
2. con l'introduzione dei ricercatori a tempo determinato si aumenta mediamente di altri sei anni il già intollerabile periodo di precariato. Tale periodo di precariato potrà proseguire senza limiti come professore incaricato, figura che non ha obbligo di ricerca;
3. non si trasforma il ruolo dei ricercatori in terza fascia permanente di professore, non riconoscendo così agli attuali ricercatori il ruolo docente effettivamente svolto. Anzi ai ricercatori, con il comma 15 dell'art. 4, si tolgono le mansioni docenti riconosciute con l'art. 12 della legge 19 novembre 1990, n. 341. Questo articolo, che si vuole abrogare, prevede, tra l'altro, che i ricercatori "possono essere componenti delle commissioni di esame di profitto" e "relatori di tesi di
laurea."

2 agosto 2005

Nota. Per il testo del DDL e degli emendamenti e per i resoconti della discussione al Senato:
http://www.senato.it/leg/14/BGT/Schede/Ddliter/23057.htm

Tuesday, June 14, 2005

Comunicato: COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU)

COORDINAMENTO NAZIONALE RICERCATORI UNIVERSITARI (CNRU)

Il giorno 10 giugno 2005 si è svolta l'Assemblea nazionale dei ricercatori universitari organizzata dal CNRU.
L'Assemblea prende atto con preoccupazione dell'accelerazione operata dal governo al fine di pervenire a una definitiva approvazione del DDL sullo stato giuridico, ribadisce il giudizio nettamente negativo ed esprime totale dissenso nei confronti dei suoi contenuti, soprattutto sulla messa ad esaurimento del ruolo attuale dei ricercatori universitari. Ritiene invece urgente e necessario un provvedimento che non rappresenti semplicemente uno stralcio-delega sui concorsi ispirato ai contenuti presenti nel DDL, ma distingua nettamente i meccanismi di reclutamento da quelli relativi alla progressione di carriera.
L'Assemblea ribadisce le proposte già indicate nel documento del 12 novembre scorso con i seguenti punti ritenuti irrinunciabili:
  • riconoscimento del ruolo di professore universitario per i ricercatori e la differenziazione tra i meccanismi di reclutamento e avanzamento di carriera, con la previsione per questi ultimi, di un budget aggiuntivo e di giudizi di idoneità a numero aperto;
  • programma di reclutamento in ruolo di 20 mila nuovi docenti per far fronte ai prossimi pensionamenti;
  • unicità del contratto di ricerca dopo il dottorato, di tipo subordinato e di durata non superiore a tre anni.
La maggioranza parlamentare non ha mai recepito alcun punto migliorativo, rifiutando sistematicamente ogni tipo di confronto. Conseguentemente il tempo delle trattative deve essere ritenuto concluso.
L'assemblea considera inemendabile e disorganico il testo del DDL approvato il 1 giugno 2005 dalla VII Commissione della Camera, pertanto ne chiede il ritiro immediato e proclama lo stato di agitazione articolato nei seguenti punti:
  • rifiuto di ricoprire incarichi di docenza per il prossimo anno accademico;
  • rifiuto di partecipare alle sedute di laurea della sessione di giugno;
  • rifiuto di partecipare alle commissioni di esame nella settimana 20-27 giugno 2005;
  • rifiuto di presentare domanda per ottenere il titolo di professore aggregato, qualora esso fosse istituito.
Il Coordinamento Nazionale dei Ricercatori Universitari, inoltre, invita tutte le Componenti del mondo universitario ad aderire a tali forme di agitazione e a partecipare alla protesta, indetta dalle organizzazioni sindacali e dalle associazioni della docenza, che si terrà a Montecitorio il prossimo 14 giugno in concomitanza con l'inizio della discussione in Aula del DDL sullo stato giuridico.
Il Coordinamento, infine, convoca una conferenza stampa per lo stesso 14 giugno 2005 alle ore 16 presso l'Università La Sapienza, nel corso della quale verranno indicate le modalità dello sciopero della fame che alcuni membri del Coordinamento attueranno presso le diverse sedi.